
Dag frenò bruscamente,fermandosi accanto al parapetto del ponte. La luce della luna li illuminava. Anche Nora si era fermata. Secondo Dag non c'èra bisogno di tornare a casa immediatamente. Era così bello. Potevano stare fuori ancora un pò. Propose di scendere lungo il pendio erboso per vedere cosa c'era sotto il ponte. Lasciarono le biciclette e scesero verso il torrente che luccicava scuro sotto la volta del ponte. Là sotto regnava l'oscurità, il terreno era pietroso, e faceva piuttosto freddo. Dag accese la pila tascabile che aveva con sè. Nora rabbrividì.
-Non è un pò tetro, qui sotto?
-Mah, non mi sembra.
Dag si mise la pila sotto il mento, illuminando il viso in modo da farlo sembrare mostruoso. Poi tirò su le spalle e cominciò a muoversi come un mostro, emettendo suoni gutturali. Ogni tanto faceva così per spaventarla e lo scherzo riusciva sempre molto più di quanto si aspettasse. Nora non sapeva perchè, ma si spaventava sempre a morte. Questa volta, poi, fu assalita da un vero e proprio terrore, pur sapendo che si trattava solo di Dag. A un certo punto si mise a camminare verso di lei con le braccia tese e le mani molli, emettendo suoni tetri che riecheggiavano sotto la volta del ponte e muovendosi come un fantasma. Nora si irrigidì per la paura. Era come un incubo. Non riusciva a muoversi, ma il piede le scivolò improvvisamente dal sasso su cui appoggiava, e per poco non cadde nell'acqua scura.
Dag si spaventò e l'afferrò, smettendo immediatamente di scherzare. Nora si era messa a piangere disperatamente.
-Scusami, scusami, Nora! Non volevo...
Ma Nora non riusciva a smettere di piangere. Dag la fece sedere su una pietra sotto il ponte e le si sedette accanto. Appoggiò la testa alla sua e la cullò dolcemente. Poi prese il fazzoletto e le asciugò il viso. La baciò delicatamente sulla fronte.
-Pensavo di essere divertente...
Dopo un pò Nora si calmò e iniziò a ridere e singhiozzare insieme. Allora Dag la baciò sulla bocca. Non l'aveva mai fatto prima. Nora emise un singhiozzo e per un breve attimo si strinse forte a lui. Poi si alzò. Era bagnata di lacrime fino al collo. Prese il fazzoletto di Dag e si asciugò. Dag riaccese la pila e ne proiettò il fascio di luce prima sotto il ponte e poi sulla superficie dell'acqua. Raccolse un pezzo di gesso. Voleva scrivere i loro nomi dietro la pietra dove si erano seduti. Porse il gesso a Nora. Nome e data.
-Scrivi prima tu!
Illuminò con la pila il punto in cui doveva scrivere, e lei tracciò le lettere del suo nome. Poi Dag prese il gesso e scrisse il suo sotto quello di Nora. Infine mise la data in cima.
17 APRILE 1981
NORA
DAG[Dal libro "IL MISTERO DI AGNES CECILIA" di Maria Gripe-pag 99,100 - il battello a vapore serie rossa 1994]